A me la mela, un dialogo sulla bellezza intrapreso da Nicolò Scuderi

Con alle spalle libri per studenti e chirurghi e centinaia di pubblicazioni scientifiche, il Prof. diventa scrittore, di libri si intende. Dopo il diario-romanzo “Un elogio all’imperfezione. Bellezza, perfezione, etica nelle riflessioni di un chirurgo plastico” Nicolò Scuderi scrive A me la mela. Dialoghi sulla bellezza, chirurgia plastica e medicina estetica e lo presenta giovedì 29 novembre al Circolo Canottieri Aniene di Roma.

Tra chirurgia plastica, medicina (ed) estetica, “A me la mela” è stato scritto perché “sembra che nella nostra società tutti, non solo le dee, reclamino il possesso del pomo fatale della discordia, con scritto Alla più bella”. Il tema è la bellezza, ma non si intende quella femminile; ci si riferisce alla bellezza in senso lato come può essere quella della Natura, un luogo, un fiore. L’idea dell’autore è un “tentativo di chiarimento” espresso attraverso l’incontro. Con chi? Si passa dalla realtà all’immaginazione senza che il lettore se ne accorga e si entra a far parte di una conversazione. Sì, se si dovesse definire “A me la mela” la parola adatta sarebbe conversazione. Autentica o non quello è un effimero dettaglio. E così dalla chiacchierata con Ippocrate si passa al giornalista Luciano Onder, dalla bella e presuntuosa Cleopatra all’attrice e scrittrice Serena Grandi, dallo sregolato genio Oscar Wilde all’odontoiatra Giuseppe Luongo.

E ancora al mercante di sogni di Cagliostro si affianca il magistrato Adelchi d’Ippolito così come la
ricercatrice Cinzia Marchese fa con Mr. Spock. Questi ultimi presenti al Circolo e non mi riferisco a Cagliostro e Mr. Spock. La ciliegina sulla torta è il dialogo “A chi la mela d’oro?” che Nicolò Scuderi intraprende col direttore di Vogue Italia Franca Sozzani. Niente bisturi, nessuna ragazza da “sistemare” col fidanzato, nessuna donna che deve recuperare il proprio matrimonio. Nonostante “A me la mela” sia un libro sulla medicina estetica scritto da un chirurgo plastico, non c’è niente di tutto ciò. Botulino e complesso sono sostituiti da armonia e ironia così come equilibrio e proporzione prendono il posto a labbra-gommoni e protesi. Perché, come direbbe una persona saggia, “le rughe d’espressione sono la testimonianza del sorriso, una volta eliminate si cancella una parte di vita”. E se poi quella parte è proprio la più divertente…

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Silvia Vetere

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