Olio di palma, tra danni per la salute e deforestazione

I biscotti Plasmon, i Ringo merenda dei campioni e persino le adorate Macine di Banderas! Vi state chiedendo cosa hanno in comune questi alimenti? Contengono tutti un ingrediente che ha fatto e fa discutere molto: l’olio di Palma. Dannoso per la salute e per il pianeta, questo diffusissimo olio ha sollevato diversi dibattiti ma, sebbene sia usato da molti anni per il suo basso costo, lo “scandalo” dell’olio di palma è scoppiato da poco tempo. Ma cerchiamo di capire meglio perché viene utilizzato così tanto e che impatto ha sulla salute del pianeta e dei suoi abitanti.

L’uso umano delle palme da olio risale a circa 5000 anni fa: infatti nel 1800 in una tomba egizia alcuni archeologi scoprirono alcune tracce di questo alimento. La fruizione di quest’olio inizialmente era legata ai territori dell’Africa Centrale e Occidentale dove veniva utilizzato come condimento, la sua esportazione era limitata in quanto venivano prediletti grassi di altro genere. Successivamente lolio di palma ebbe grande successo nel mercato britannico. Venne usato durante la rivoluzione industriale come lubrificante meccanico e costituì anche la base chimica di alcuni saponi. La richiesta di quest’alimento nel corso degli anni è aumentata a dismisura e nel 2008 la produzione globale ha raggiunto i 48.000.000 tonnellate e secondo le previsioni della FAO è destinata ad aumentare. Il basso costo dell’olio di palma e la sua versatilità lo rendono uno degli ingredienti più usati per gli alimenti nelle grandi catene ultimamente si sono viste puntare il dito contro da diversi attivisti per le conseguenze di questo massiccio utilizzo.

Dal punto di vista nutrizionale, l’olio di palma ha un tasso di grassi saturi superiore a altri oli e ciò sarebbe dannoso per la salute cardiovascolare. Va fatta una doverosa premessa: i grassi alimentari sono divisi in acidi a catena corta (dal valore protettivo contro il rischio cardiovascolare), acidi grassi a catena media (neutri) e acidi grassi a catena lunga; questi ultimi aumentano il rischio di sviluppare l’ipertensione arteriosa, l’arteriosclerosi e colesterolemia. Nell’olio di palma c’è un’elevata quantità di un acido a catena lunga, ma contiene anche acidi grassi insaturi produttivi. Consumato occasionalmente non reca gravi danni alla salute, ma se il consumo diventa giornaliero i primi a risentirne sarebbero le arterie e il cuore.

olio di palma

Ad oggi chi ha accusato maggiormente le conseguenze dl grande consumo dell’ olio di palma è la Terra. La deforestazione delle palme da olio è spietata e i danni che si prospettano per l’ambiente sono devastanti. Lo scatto della fotografa tedesca Sandra Hoyn è emblematico e si è aggiudicato il terzo posto al World Press Photo 2015: la foto ritrae Angelo, un orango maschio di 14 anni, che aspetta di essere visitato al  Sumatra Orangutan Conservation Program in Indonesia. Angelo si trovava in una piantagione di olio di palma, i contadini per cacciare lui e i suoi simili hanno usato dei fucili ad aria compressa, ferendo diversi esemplari. Questo è quello che accade nelle piantagioni di palme da olio, a causa della deforestazione gli oranghi sono a rischio estinzione e se ne contano ormai solo 6.600 esemplari. La domanda crescente di olio di palma comporta il continuo abbattimento delle foreste pluviali dove vivono gli oranghi al fine di creare nuovi spazi per le piantagioni.

Il fabbisogno di cibo della popolazione mondiale è troppo elevato per rispettare tutte le regole della natura, ma fino a che punto la natura è disposta ad essere sfruttata e forzata? E sopratutto, fino a che punto una speculazione ambientale così spietata è necessaria? Se le industrie non inizieranno ad adottare metodi eco-sostenibili per l’estrazione delle materie prime a cosa si andrà incontro? Sarà l’uomo che riuscirà a piegare al suo volere la natura o la natura stessa a fermare l’uomo?

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e formosa (perché grasso è bello o perlomeno simpatico) e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 nella sezione Gossip e Tv dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.