Il pranzo di Ferragosto 2015

Nel film del 2008 di Gianni Di Gregorio, Il Pranzo di Ferragosto, il protagonista Gianni, uomo di mezza età con madre a carico, si ritrova in una Roma rovente e deserta, a dover accogliere in casa propria alcune anziane signore abbandonate dalle proprie famiglie, per far fronte ad alcuni debiti economici.

Il film, che si svolge nell’arco di tempo di circa 48 ore, mette in evidenza che la creazione di legami tra estranei avviene proprio attraverso rituali programmati di condivisione, tra cui la comunione della casa, del tempo libero ma soprattutto della tavola. Non a caso Gianni si destreggia abilmente ai fornelli tra paste, secondi, verdure e pesce per aggregare i propri ospiti fino a quando il film culmina con il pranzo di Ferragosto, evento che simboleggia la convivialità e la familiarità sotto il segno di una celebrazione che si concretizza nel sedersi intorno a una tavola per onorare il pasto.

Natale, Pasqua, Capodanno e Ferragosto. Tra le feste tradizionali della nostra cultura, Il 15 Agosto è quella concettualmente legata all’estate alla vacanza e viene onorata in tutta Italia con diverse manifestazioni e usanze tradizionali che ricordano l’Assunzione di Maria in Cielo. Un evento che tuttavia affonda le sue radici in un rituale del tutto pagano, indetto dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che fece del mese omonimo un lungo periodo di festa e riposo dal lavoro dei campi della primavera. Come accadde per il Natale, le feriae Augusti, da cui appunto Ferragosto, hanno subito nel corso dei secoli uno processo di cristianizzazione da parte della chiesa cattolica che ha voluto far coincidere la ricorrenza pagana con quella religiosa in modo da rispettare assorbendola un’antica festività di epoca romano-imperiale.

Come tutte le festività e le ricorrenze tradizionali, anche Ferragosto viene celebrato attraverso la reiterazione di diversi rituali, che cambiano a seconda del territorio di riferimento, tra cui molto diffusa l’esposizione e la processione di statue consacrate con la raffigurazione di Maria e, soprattutto, la condivisione del cibo. Anche in questo caso, le tradizioni culinarie variano da regione a regione. L’usanza di riferimento è quella della gita fuori porta (ricordiamo un provvedimento fascista che istituzionalizzava questo momento) associata a pic-nic, falò e grigliate, di carne in montagna, di pesce al mare.

Sia intorno al tavolo che intorno a una semplice tovaglia sdraiata sull’erba, non potranno mancare lasagne, pomodori col riso, insalate, torte rustiche, pasta al forno, melanzane alla parmigiana, crostate e cocomero fresco. A Roma il piatto di riferimento è il pollo in umido con i peperoni, mentre dalla Toscana al resto dell’Italia la vera ricetta di Ferragosto è quella del piccione arrosto, usanza che secondo alcuni deriverebbe addirittura dall’età carolingia. In Sicilia si prepara la caponata di melanzane, mentre in costiera Amalfitana non possono mancare gli Zitoni di Ferragosto, una pasta condita con sugo di pomodori freschi e secchi. E poi biscotti regionali di tutte le forme e le dimensioni.

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Lavinia Martini