Festa del papà: impiastricciatevi per lui

Per fortuna non siamo in Cina e l’ amore filiale siamo liberi di esprimerlo a nostro piacimento e non costretti a dimostrarlo per legge. Oggi è la festa del papà e se come me avete dato più grattacapi che gioie a vostro padre il pensiero di un omaggio nasce spontaneo, se invece siete da sempre figli modello non siete abilitati a dare forfait. Fare un regalo ad un padre, man mano che passano gli anni, è sempre più difficile ed allora meglio buttarsi sul gesto d’ affetto “casalingo” per altro molto più apprezzato da parte del festeggiato di una semplice ricerca per negozi. La secolare cultura culinaria italica viene in nostro aiuto e complice ammicca in direzione del piatto per eccellenza del 19 marzo: i bignè di San Giuseppe. Quindi se un minimo in cucina ve la cavate e non avete remore di impiastricciarvi per strappare un sorriso a chi vi ha sopportato e vi sopporterà in eterno mettetevi all’ opera.

INGREDIENTI

-mezzo etto di burro
-un etto e mezzo di farina
-4 uova
-mezzo cucchiaino di sale
-un cucchiaino di zucchero
-un quarto di litro di acqua
-buccia di limone
-olio per friggere

Mettete sul fuoco una casseruola con l’acqua, il burro, un pizzico di sale e la buccia di limone. Appena l’ acqua comincerà a bollire togliete dal fuoco la casseruola e gettate dentro tutto d’ un colpo la farina. Mescolate con un cucchiaio di legno e rimettete sul fornello. Farina burro e acqua avranno subito formato una pasta che dovete lavorare continuamente. Il composto diventerà una palla che si staccherà dal cucchiaio e dalle pareti della casseruola. Lavoratelo ancora un poco, sentirete che farà un leggero rumore come se friggesse, quello è il segnale. La palla è pronta! Levate dal fuoco e lasciate raffreddare. Quindi rompete nella casseruola un uovo alla volta, lavorando energicamente con il vostro fedele cucchiaio di legno, se non volete sporcarvi troppo le mani, facendo attenzione di non incorporare più di un uovo alla volta. Continuate a lavorare indefessi. Se non siete abituati e cominciate ad accusare la fatica pensate alle domeniche rovinate a vostro padre tramortito da i vostri strepiti con i piedi puntati al terreno per non andare a messa. Quando la pasta sarà ben lavorata e farà qua e là delle bolle aggiungete un cucchiaino di zucchero. Continuate a lavorala ancora un po e poi lasciate la pasta riposare al fresco e coperta. Quindi mettete abbondante olio in una padella e quando sarà tiepido tuffateci dei pezzi di pasta della grandezza di una noce. Friggete da prima a fuoco moderato poi, man mano che i bignè si gonfiano, aumentate il calore. Se l’olio è sufficiente i bignè si volteranno da soli facendo le più graziose capriole. Quando saranno di un bel colore biondo levateli e fate raffreddare un poco la padella e ricominciate l ‘operazione cercando di non mettere troppi bignè alla volta. Quando avrete trasformato tutto l’impasto ponete i bignè in un piatto da portata su una salvietta e cospargeteli di zucchero a velo. Per i padri più golosi e senza problemi di glicemia è prevista anche la versione ripiena di crema.
Se siete alle prime armi il risultato non sarà esteticamente una meraviglia ma gli occhi di vostro padre saranno gli stessi di quando stringevate il 19 marzo di tanti anni fa nelle manine disegni orrendi o composizioni terrificanti fatte con il das: ovvero umidi. Che sia naturale, acquisito, adottivo fate questo sforzo perché nessuno mai vi amerà come lui. Se poi avete la sfortuna di averlo perduto a maggior ragione mettetevi a lavoro, gli occhi umidi saranno i vostri.

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Francesco Lorito