Bererosa 2016, il rosè torna protagonista

Bererosa, la più completa degustazione dedicata ai vini rosè d’Italia, organizzata come ogni anno da Cucina & Vini, è tornata martedì 5 luglio per il quinto anno consecutivo  a Roma. In una location di grandissima classe, ovvero il meraviglioso Palazzo Brancaccio, con i suoi sontuosi saloni barocchi e il suo incantevole giardino, moltissimi appassionati e curiosi di enogastronomia hanno avuto il privilegio di degustare i più ricercati vini e le migliori bollicine rigorosamente rosé provenienti dalle aziende vinicole più prestigiose d’Italia.

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Noi siamo andati a vedere e ad ‘assaporare’ questo evento unico nel suo genere, ed abbiamo individuato 7 buoni motivi per degustare il rosè e andare a Bererosa anche il prossimo anno:

1) L’Italia non conosce bene il rosè: nello stivale si producono circa 4 milioni di ettolitri di rosé, una quantità pari a quella prodotta dalla Spagna e di poco inferiore a quella della Francia, che invece ne imbottiglia 7 milioni. Curioso però è che, mentre i francesi ne consumano circa 9 milioni, noi italiani, sempre seguiti dagli spagnoli, ne beviamo poco più di 1 milione. Questo perché siamo abituati, il più delle volte, a liquidarli come vini “per donne” o adatti solo all’aperitivo, confinandone il consumo alla sola stagione estiva, differentemente dalla Francia che loda il rosè considerandolo il vino d’eccellenza persino delle festività natalizie. Sembra quindi evidente che il pubblico italiano non comprenda e apprezzi pienamente il patrimonio enoico dei rosè. E questo porta le case vinicole ad esportare all’estero questi vini pregevolissimi e versatili, che ben di accostano a tutte le portate. Bererosa nasce, dunque, proprio con l’intento di far conoscere ed apprezzare la produzione en rose. E vi assicuriamo che dopo avervi preso parte li amerete: provare per credere!

2) Cos’è il rosé? A Bere Rosa abbiamo imparato che è un metodo di produzione: il vino così denominato è prodotto con uve ad acini rossi vinificate in bianco, cioè dopo la spremitura vengono lasciate le bucce a macerare con il mosto per un tempo variabilmente lungo a seconda dell’effetto desiderato. Da qui si ottiene il bel rosa nei calici, che ci piace tanto.Pertanto, a dispetto di qualche leggenda metropolitana il rosè non è in nessun caso il frutto di una miscela tra un vino bianco e uno rosso.

3) C’è tutto un mondo en rose: ieri in occasione di Bererosa 2016 si sono radunate nella capitale 67 aziende vinicole, provenienti da tutta Italia, che hanno offerto in degustazione 13567029_10154099817047911_2139037895060510441_noltre 170 etichette di vini rosati e tra di esse anche molte bottiglie pregiate e millesimate facendoci scoprire un mondo. L’offerta infatti era davvero ampia e comprendeva vini fermi, leggermente mossi, spumanti e persino vini dolci. Tra le cantine presenti, divise per regione, c’erano: PIEMONTE Ada Nada – LOMBARDIA Antica Fratta, Castello di Stefanago, Cola, Battista, Costaripa, Ferghettina Fratelli Berlucchi, Mario Gatta Villa -TRENTINO Abate Nero, Endrizzi, Ferrari, F.lli Lunelli, Letrari Maso, Martis, Pedrotti, Spumanti Revì, Rotari, Zeni Roberto – ALTO ADIGE Kettmeir – FRIULI Puiatti  VENETO Andreola, Astoria, Biancavigna, Bortolomiol, Cantina Negrar, Masottina, Monte Saline, Valdo – LIGURIA Lunae, Bosoni – EMILIA ROMAGNA Cantina Zucchi, Colombarda – TOSCANA Artimino, Colline San Biagio, Fattoria Ambra, Cantina Gentili, Ruffino, Tenuta Casteani, Tenuta di Capezzana  UMBRIA Castello di Magione, Le Cimate –ABRUZZO Cantina Zaccagnini, Farnese Marramiero, Sincarpa,Tenuta I Fauri – LAZIO Selva Spina, Vigne del Patrimonio CAMPANIA Cantine Marisa Cuomo, San Salvatore, Tommasone – PUGLIA Cantina La Marchesa, Masseria Altemura, Vitivinicola Giuliani ecc.

4) Scoprire che non è solo rosa: a seconda del tempo di macerazione, del vitigno e del tipo di invecchiamento a cui è sottoposto, un vino rosè assume una particolare tonalità di rosa. Tuttavia può presentarsi in altre sfumature, persino quella del giallino ramato. A Bererosa 2016 di sfumature di rosa ne abbiamo viste tantissime, dal rosa antico, a rosa al pallido o dorato, fino al cremisi.
5) Vini rosè molto convincenti: a BereRosa l’offerta era di alto livello! Ad averci colpito, tanto da convincerci a tornare a questa degustazione anche il prossimo anno, sono state ENDRIZZI Pian Castello Millesimato Trentodoc Rose Brut, che ci ha ammaliati con il suo profumo intenso e il gusto vivo; l’elegante LETRARI +4 2008 dalle piacevoli note di frutti rossi, il cui nome rimanda al metodo di produzione, che prevede un tempo di permanenza sui lieviti di almeno 28 mesi (4 in più rispetto al disciplinare); l’ottimo COSTARIPA RosaMara dai profumi di fiori bianchi, con un gusto complesso lungo e persistente, di estrema eleganza e sapidità; gli eccellenti spumanti Franciacorta DOCG Freccianera Rosa 2012 Fratelli Berlucchi, sapido e brioso dal bel colore rosa acceso ramato, che al naso lascia sfumature di mandorle tostate e fruttato di ribes,  e il compagno FranciaCorta Berlucchi Celarius, dagli aromi di fragolina selvatica e lampone che si fa apprezzare per il buon corpo e l’ottima struttura, ben supportato e bilanciato dall’acidità e dalla sapidità conferite dall’abbondante utilizzo del Pinot Nero. Menzione speciale per AdaNada con il Dilva Spumante Rosè 2013 millesimato che ci ha conquistati col perlage fine e cremoso ed i sentori di lampone e di rosa. Tra i vini fermi ricordiamo il Melograno di La Marchesa da uve di Nero di Troia,  l’ottimo Athesis dalla Cantina Kettmeier e, infine, il gradevolissimo Fashion Victim Moscato Rosè di Astoria con chiare note di pesca, fragola e frutti di bosco, che lascia al palato un gusto delicatamente dolce.

6) Bererosa consente assaggi illimitati in una cornice di tutto rispetto: con un biglietto di soli 10 euro a Bererosa è possibile avere una visione a 360 gradi del mondo rosè, passeggiando piacevolmente in un affascinante palazzo del ‘600, insieme al proprio calice da degustazione e alla sacca porta bicchiere.
7) Last but not Least, la golossisima area street food di Bererosa 2016: nel giardino di Palazzo Brancaccio le 5 postazioni dedicate all’assaggio di squisiti manicaretti da abbinare ai vini a proprio piacimento, lasciano andar via soddisfatti proprio tutti! Noi ci siamo lasciati conquistare dal “Little Market” che proponeva una selezione dei migliori salumi italiani, tra cui il buonissimo crudo Dok Dall’Ava, e dalla “Bottega dell’oliva ascolana” dove ci siamo abbandonati al sapore delle sfiziose olive e cremine fritte e dei tipici “piconi” ascolani al formaggio.
La “Pescheria Meglio Fresco”, però, è stata l’appuntamento culinario a regalarci le maggiori soddisfazioni: scegliendo tra ostriche, gamberi, insalate di mare e fritti di pesce eccezionali, abbiamo deliziato il nostro palato con dei succulenti arancini alla pescatora, un gustoso cous cous di pesce e con una delicata insalata di polpo e pomodorini accompagnata da crostini. Al ”Boccacciello Bistrot” in un comodo barattolo da asporto, Pietro Parisi e Luca Capuano hanno proposto delle invitanti melanzane alla parmigiana e un buon polpo alla luciana. Infine “Gust’Arte” dal Salento, un’associazione che promuove la cucina tipica salentina, ci ha fatto assaggiare un delicato purè di fave e cicoria, le classiche orecchiette con crema di cime di rapa e i rustici pugliesi, chiudendo la degustazione con il classico pasticciotto – semplicemente delizioso.

Bererosa2016 si conferma, così, alla sua quinta edizione, come una delle più importanti degustazioni dell’estate romana, centrando, ancora una volta, perfettamente l’obiettivo di fare amare questi ottimi vini rosati.

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Valentina Franci

Sono nata a Roma e mi sono laureata con lode in scienze della comunicazione. Mi occupo di marketing ed eventi, amo le sfide e scrivere. Sogno di viaggiare in tutto il mondo e appena posso lo faccio. Ho un debole per la buona cucina e le cose belle, il cinema ed imparare sempre cose nuove.