Aperol Spritz Festival: quando l’ #hashtag è virale

Siete pronti a farvi contagiare dall’effervescente virus di fine estate? L’hashtagmania è arrivata e si tinge d’autunno attraverso l’evento orange più Spritz-zante della movida capitolina targata Roma.Eat Gourmet: l’Aperol Spritz Festival. Tormentone “arancia meccanica”  dell’imminente autunno settembrino, il celebre aperitivo apre le danze al banchetto più stuzzicante del momento: l’addio al celibato di un’estate che, da Maggio a Settembre, ha scandito l’happy hour del Temporary Spritz Bar più modaiolo dell’ hot summer 2017. Quest’anno, sulle alcooliche bollicine dell’orange carpet, sfileranno personaggi del calibro di Manuela Arcuri, Giorgio Pasotti, Clizia Fornasier, Laura Barriales, Giulio Berruti e, “sbronza in fundo”, le chicche romanesche dell’”Oshow mantra gourmet”: l’Osho nostrano che, dal satirico menu di Federico Palmaroli, promette scene da “pane amore e a’per – fiderìa”, immerso nella splendida location di Palazzo Brancaccio.

Aperol Spritz FestivalDunque, ricordatevi di prendere il corner giusto tra i cinque orange box dallo scenografico sapore Spritz Finger Food perchè ne assaggerete delle belle! Ad aprire le danze sarà l’intraprendente Jordy di Leone, l’italian bartender più trainer del momento. Attualmente direttore del T-Bar, uno tra i cocktails bar più ricercati di Roma, l’illustre guest star da “non chiamatelo aperitivo”, si cimenterà in trampolinici virtuosismi da shaker showman. Insieme a lui la “prova del cuoco” dell’ “aperitiveria capitolina” attraverso i ricercati menu pret a porter da accompagnare con il celebre Happy hour spritz: dall’Antico Forno Ambrosini a Di Marco la lista degli chef sforna campioni da gourmet! Ma, adesso, bando all’ ”acquolina in bocca”, perchè la data dal sapore undergound si avvicina. Dunque, andiamo a vedere cosa bolle in pentola.

 

L’Happy Hour: il BrancaccioOrangeFest

Un evento da “leccarsi i baffi” che, complice un 17 settembre da ricordare, aprirà le spumeggianti sale del Palazzo Brancaccio di Roma alla folla in delirio degli hashtag addict spritz: una full immersion da Temporany Spritz Bar che, dalle 12,00 alle 24,00, darà il via alla maratona più trendy della movida romana. Due Aperol Spritz al prezzo di un aperitivo, per la modica cifra di 15 euro oppure, seguendo la virale cantilena oshowiana del “pe comincià volemo fa ‘n pò de antipastini misti?”, i pacchetti happy hour Aperol spritz potranno moltiplicarsi all’infinito aggiungendo, ad ogni consumazione extra, 5 euro per l’aperitivo e 8 per il menu completo.

#Aperolspritzfestival: caccia all’ultimo like

Ma le sorprese non finiscono qui perchè, da oggi, è caccia all’ultimo like. La Spritzmania comincia a mietere, a suon di post, panico e delirio tra i fans – giovani o “vintage” che siano – le prime vittime del virale tormentone mediatico. L’hashtag #Aperolspritzfestival che riceverà più like avrà l’onore di partecipare all’evento più glamour della manifestazione: la cena di gala a Palazzo Brancaccio.

Aperol Spritz: i segreti del long drink

E non chiamatelo aperitivo! Lo spritz è un’arte e l’IBA (l’International Bartenders Association) ha eletto questo straordinario cocktail da “competizione” tra le eccellenze del bartending, attraverso l’innovativa e rivisitata formula che, dal 2011, si fregia anche di un prestigioso nome:  Spritz Veneziano che, rispetto alla ricetta tradizionale, prevede delle varianti in termini di quantità e di “ingredienti”.
Al bando i bitter di serie B: la ricetta ufficiale prevede 4 cl di Aperol puro, unito a 6 cl di prosecco e soda/seltz q.b. Per il momento, alle varianti, ci penseranno gli “addetti ai lavori”. A noi non resta che “aperitivare”. Dunque, #Hashtag a la victoria: che Aperol Spritz Festival sia!

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.