Spinta al riciclaggio: tutto su ‘Vuoto a rendere’

Scopriamo di cosa si tratta: il sistema ‘Vuoto a rendere’ nasce sulla falsariga di soluzioni analoghe molto in voga all’estero e consiste nella possibilità di restituire nuova vita alle bottiglie vuote di vetro o plastica e ai contenitori di alluminio avendo in cambio un ritorno economico immediato, sotto forma di bonus o sconti. In parole povere, il cliente che acquista al supermercato contenitori o bottiglie dei suddetti materiali, potrà restituirli, una volta vuoti, presso lo stesso punto vendita. Al momento della restituzione, al cittadino verrà corrisposto un bonus che avrà pieno valore economico, oppure uno sconto o punti per le promozioni da riutilizzare nello stesso rivenditore in cui si è fatta la spesa. Semplice, immediato e proficuo. 

 

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L’affermazione di tale sistema in una città come Roma, nella quale la mole di rifiuti da smaltire ha raggiunto vette esorbitanti, comporterebbe un piccolo ma rilevante passo avanti, in materia di riciclaggio, per la nostra Penisola che, inutile negarlo, si trova piuttosto indietro rispetto alla maggior parte degli Stati europei. Approfondendo il contenuto della delibera, a tal proposito, è interessante leggere che: “a Roma si producono circa un milione e 750mila di tonnellate di rifiuti, dei quali 665mila tonnellate viene differenziato». La proposta verrà discussa a settembre, ma Nanni ha già avviato i primi confronti con le catene di distribuzione che, qualora volessero aderire, dovrebbero stipulare con Roma Capitale una convenzione, impegnandosi a rendere effettivi la raccolta e il trasporto dei vuoti, pronti per il trattamento, nei consorzi di riciclaggio. Alcune catene si sono già dimostrate disponibili ad aderire all’iniziativa, stimolante per il cliente, in virtù dell’incentivo economico, ma, soprattutto,  realisticamente efficace per il rispetto dell’ambiente. I vantaggi, inoltre, coinvolgeranno anche per gli stessi esercenti, che potranno usufruire di una riduzione della tariffa rifiuti.

Il risparmio stimato sui costi attuali per differenziare i prodotti in questione, sono stimati attorno al 50%. Oggi, la raccolta differenziata nella Capitale si attesta attorno al 38-40%. «La strada per arrivare a livelli d’eccellenza è un insieme di buone pratiche- ha dichiarato Nanni – a partire dalla drastica riduzione degli imballaggi, passando per un abbattimento degli sprechi, sino al riutilizzo totale di tutto ciò che viene differenziato. La delibera che presenterò va in questa direzione”. Non ci resta che attendere che la proposta venga votata dall’Aula Giulio Cesare e sperare che, in caso di esito positivo, tanto i romani che i supermercati dimostrino un impegno costante e tangibile nel milgiorare una situazione delicata e complessa quale quella dello smaltimento dei rifiuti della Capitale.

TWITTER@Chiara_Carna

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Chiara Carnà

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