Sciopero a Fiumicino: aeroporto a rischio paralisi

La ragione di tale guazzabuglio, è nota a tutti: i lavoratori Alitalia del settore carico e scarico bagagli hanno indetto un cosiddetto sciopero bianco. Ciò significa che, per protestare contro il piano d’accordo della compagnia di bandiera con Etihad, che prevede 1590 esuberi entro dicembre, da lunedì gli impiegati lavorano rispettando alla lettera il loro contratto di lavoro, senza straordinari né coperture extra. La situazione, nei giorni scorsi, è degenerata nell’anarchia ed entropia assolute, tanto che, da 48 ore, i 200 addetti allo smistamento bagagli, chiamati in forze da Aeroporti di Roma e Ente nazionale dell’Aviazione Civile, stanno lavorando ininterrottamente per smaltire e ridistribuire le valigie accumulate da domenica (l’altro ieri, ne sono state registrate 14mila) e bloccate in pista. La situazione, tuttavia, rischia di peggiorare ulteriormente, non senza disagi ai danni di migliaia di passeggeri in transito nello scalo romano nella settimana di Ferragosto. Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla vicenda: al momento non sono ipotizzati reati, ma è fondamentale monitorare costantemente la situazione, in modo che gli inquirenti possano individuare quanto prima eventuali abusi o irregolarità. La protesta, secondo Alitalia, ha già causato alla compagnia un danno da milioni di euro.

 Il fine settimana è atteso con timore e cupe aspettative. Cosa accadrà quando una massiccia quantità di passeggeri raggiungerà Fiumicino per decollare alla volta di mete esotiche o capitali d’arte? Il rischio di collasso sarebbe altissimo, poiché gran parte del personale tecnico della compagnia, in servizio presso l’aeroporto di Fiumicino, potrebbe astenersi in massa dal lavoro presentando certificati medici, e provocando il blocco dei servizi, ritardi nei voli, ulteriori problemi nello smistamento dei bagagli. Per ora, i certificati di malattia pervenuti, sono 25, per il turno dalle 16 a sera e della notte: cifre ‘nella norma per Alitalia. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, torna con decisione sulla questione: “Ribadisco con forza: tolleranza zero. Non sono accettate e comprensibili proteste con scioperi bianchi o certificati di malattia falsi, che tra l’altro sarebbero un reato. A Fiumicino, stamattina, si segnalano disagi minimi, ma l’allerta resta continua e l’appello alla responsabilità assoluto. Non sono tollerabili forme di protesta di massa nel giorno in cui si chiude l’accordo con Etihad e si rilancia Alitalia perché diventi la più grande compagnia di bandiera. Il lavoro non si difende in quel modo, così lo si uccide”. Sul caos bagagli, il presidente dell’Enac Vito Riggio invoca duri provvedimenti e dichiara: “Rovinare le vacanze agli italiani non ha niente a che fare col sindacalismo. Nonostante gli sforzi meritevoli di Aeroporti di Roma e della Direzione aeroportuale Enac di Roma Fiumicino, che hanno messo in campo una task force di supporto ai servizi di assistenza a terra, la situazione continua ad essere inaccettabile”.

Il giorno incriminato, quello della firma dell’accordo per la fusione tra Alitalia e Etihad in un grande gruppo di dimensione mondiale, è proprio oggi. E il connubio rischia seriamente di essere celebrato con la paralisi del celebre aeroporto Capitolino e l’astensione in massa  degli impiegati dal lavoro. Il testo dell’accordo è stato esaminato dal consiglio di amministrazione straordinario, che – in una riunione durata circa due ore e mezzo – ha deciso di sottoporre l’operazione all’assemblea degli azionisti di domani, chiamata anche a varare l’aumento di capitale da 300 milioni. E’ attesa, ma ancora da confermare, la conferenza stampa per annunciare il tanto atteso accordo. Per i vertici della nuova Alitalia, che saranno nominati nei prossimi mesi, sono al momento confermati i nomi di Luca Montezemolo come presidente e Silvano Cassano come amministratore delegato. In questa spiacevole situazione, tuttavia, a far più di tutti le spese dell’eterna diatriba tra vertici del potere e dipendenti, sono i passeggeri, ansiosi solo di godersi le vacanze, spesso sudate, ma che continuano a lasciare le piste del Leonardo da Vinci senza i propri effetti personali. Per riportare la situazione alla normalità, quanto a smaltimento bagagli, ci vorrà almeno una settimana… la prossima: la temuta settimana di Ferragosto. Dalla parte dei villeggiatori, due giorni fa, si è schierato il Codacons, offrendo un supporto legale a quanti vogliano presentare un esposto per i danni subiti. 

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Chiara Carnà

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