Roma Capitale entra nel Google Art Project

Il Google Art Project fu lanciato a febbraio 2011 in collaborazione con diciassette musei. Pensate solo alla quantità di artisti, opere, partner che una piattaforma del genere possa includere. Google, ente online che ci accompagna nella vita di tutti i giorni, ha dato vita a un progetto dedicato all’arte avvicinando l’utente con capacità e metodo. Oltre 63.000 opere, 345 partner in tutto il mondo tra cui Gli Uffizi di Firenze, la Venaria Reale di Torino e il Museo del Vetro di Murano. E perché no, anche Roma ha (ri)firmato l’accordo appena ufficializzato secondo cui “i siti museali e archeologici aderiscono alla piattaforma sviluppata dal Google Cultural Institute, l’innovativo progetto nato per promuovere e diffondere la conoscenza dei più importanti musei del mondo”. Da giovedì scorso, il 12 giugno, dopo i Musei Capitolini altri 14 musei di Roma entrano nel Google Art Project. Public reactions?

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A parte la solita riflessione, pochi se ne sono accorti o almeno lo hanno saputo, si sono informati, ma ci saranno meno scuse, si spera, per non andare a visitare musei. È vero, durano troppo e c’è poca scelta nonostante i musei non siano pochi. Questo è un dilemma che non va a braccetto col fatto che la pigrizia in questo caso diventa la nostra migliore amica. Detto ciò prendetene atto: da qualche giorno all’elenco delle meraviglie della città eterna si sono aggiunte Centrale Montemartini, Mercati di Traiano, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo della Civiltà Romana, Museo delle Mura, Museo di Roma, Museo Napoleonico, Casa Museo Alberto Moravia, Galleria d’Arte Moderna, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica, Museo di Roma in Trastevere e Musei di Villa Torlonia.

 

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Silvia Vetere

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