Gli ambulanti di piazza Navona: proteste solidali o aut-aut di Tredicine?

La notizia è da giorni sulla bocca dei romani, increduli e confusi: lo storico mercatino della Befana, in Piazza Navona, quest’anno non si terrà. Causa scatentante di questa impopolare decisione sono le nuove regole del bando per il rilascio delle concessioni, emanato dal minisindaco Sabrina Alfonsi, che hanno decretato la riduzione del numero dei banchi del 38% – da 115 a 72 – e l’obbligo di limitarsi alla vendita di soli articoli natalizi.

E’ innegabile che Piazza Navona, durante il periodo natalizio, diventi a tutti gli effetti il cuore di Roma e incanti grandi e piccini con la gioia della sua atmosfera magica e contagiosa. Al tempo stesso, tuttavia, non si può nemmeno ignorare che l’elevato numero di bancarelle, unito alla massiccia folla, rendesse spesso ardua la circolazione e che, tra gli articoli in mostra, comparisse anche una buona percentuale di oggetti che, con il Natale, c’entrano davvero poco. Le novità introdotte nel nuovo bando mirano ad attenuare proprio tali aporie e garantire il decoro della manifestazione ma, prevedibilmente, le aspre proteste dei venditori ambulanti non hanno tardato a farsi sentire. Infatti, sebbene abbiano partecipato comunque alla gara, i vincitori non sono mai passati dal parlamentino di via della Greca a ritirare la concessione, passo preliminare all’installazione della propria bancarella. I permessi, fatta eccezione per i 12 degli spettacoli viaggianti, tra cui la giostra, sono rimasti negli uffici, con grande sgomento dell’Alfonsi.

A questo punto, entra in scena l’appello al sindaco Marino di Alfiero Tredicine, che chiede, per salvare in zona Cesarini la festa della Befana, di prendere in considerazione l’ipotesi di procedere con le regole dello scorso anno. “Gli ambulanti non sono disponibili a montare i banchi secondo il nuovo progetto e il nuovo bando – ha dichiarato il Presidente di Apre Confesercenti – Ritirare quelle concessioni vuol dire vedersi cancellare diritti come l’anzianità. La nuova piantina delle postazioni è di dubbia provenienza, ha cancellato i diritti degli operatori, dandoli a chi non ce l’ha. Praticamente tutta la piazza è stata destinata agli spettacoli viaggianti. E allora piazza Navona è la festa del Natale, dei presepi e dei giochi per i bambini o è un luna park? Forse al I Municipio piace il luna park, non la festa della Befana, e ha voluto liberare l’area dagli operatori storici per darla al luna park. E’ una beffa e un abuso. Quest’anno, per trenta giorni, non succede niente: fateci fare la nostra festa con le stesse modalità dello scorso anno”.

I commercianti, nella giornata dell’otto dicembre, si sono attivati organizzando un singolare flash mob contro l’amministrazione comunale e il Municipio. In una piazza Navona spoglia di bancarelle, attorno alla giostra immobile, gli ambulanti hanno dato vita a una sorta di corteo funebre, con tanto di bara di cartone, per celebrare il funerale della festa della Befana. L’assessore comunale al Commercio, Marta Leonori, ha commentato: “Chi ha a cuore il decoro e la bellezza di una delle piazze più belle al mondo non può accettare ricatti. Siamo amareggiati che la festa tradizionale, la festa romana per eccellenza, attesa da grandi e bambini, da romani e turisti, sia oggetto di un braccio di ferro e di pressioni”. In questa complessa e delicata situazione, c’è anche chi non crede alla solidarietà e suggerisce, piuttosto, l’ipotesi del boicottaggio. E’ una casualità che, a capo di Apre e Associazione ambulanti di piazza Navona, che hanno imposto il divieto per tutti, ci siano Alfiero e Mario Tredicine, parenti di quel Giordano consigliere comunale di Forza Italia?

 Naturalmente non tutte le 115 licenze sono collegate alla famiglia Tredicine, eppure non sembra così assurdo congetturare un collegamento tra tanta acredine nei confronti delle nuove regole e l’influenza e il potere che la famiglia in questione ha sul commercio ambulante della Capitale. Queste, in ogni caso, non sono che supposizioni. Per sapere che ne sarà di uno degli eventi più attesi dell’anno dai romani di tutte le età, non resta che aspettare con fiducia, e un pizzico di disillusione, i prossimi giorni.

TWITTER@Chiara_Carna

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Chiara Carnà