La Metro C tra allarmi sicurezza e capolinea a rischio

L’11 ottobre, come è noto, verrà inaugurato il primo tratto della famigerata linea C della metropolitana di Roma. Vale a dire, il tratto Pantano-Centocelle. Nonostante manchino appena due settimane, la situazione sembra ben lungi dall’essere solida e definita e, anzi, siamo di fronte a un vero e proprio allarme sicurezza. 

Cosa è accaduto e cosa, puntualmente, impedisce a ogni iniziativa sensata promossa nella Capitale di andare in porto senza ostacoli e migliorare effettivamente le condizioni di vita dei Romani? Tutto ha inizio quando Marco de Carolis, sindaco di Monte Compatri, lancia lo stato di allerta a causa del grave incidente automobilistico del 24 settembre sulla via Casilina, proprio all’altezza del capolinea della Metro C. Il Sindaco pone giustamente l’accento sull’elevata pericolosità del tratto di strada in cui sorge la stazione e invia anche una lettera al Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, per avvertirlo della seria problematica. La situazione descritta dal primo cittadino, non certo per la prima volta, è decisamente preoccupante: “I nostri appelli sono rimasti incredibilmente inascoltati, nonostante le denunce che più di una volta abbiamo fatto a riguardo. Né il sindaco Marino né l’assessore alla Mobilità Improta si sono mai preoccupati di informarsi sulla situazione. A questo punto, siamo costretti a descrivere i fatti: 7 persone morte perché investite da un’auto, 50 incidenti gravi. La strada è larga 21 metri, i veicoli sfrecciano a oltre 100 chilometri orari”.

A stare particolarmente a cuore a De Carolis, è la risoluzione della questione del sovrappasso pedonale, che garantirebbe maggior sicurezza per gli utenti. Questi ultimi, infatti, per raggiungere la fermata della Linea C, sarebbero costretti ad attraversare la Casilina in un tratto in cui le auto sfrecciano sulla consolare ad alta velocità e transitando in curva, senza un percorso dedicato né un marciapiede che possa garantire l’incolumità dei cittadini. Il costo della struttura sopra citata ammonta a circa un milione di euro. La proposta, tuttavia, è stata messa da parte per carenza di risorse economiche. “E’ un atto di civiltà  insiste eloquentemente il Sindaco – Ad oggi, non ci risulta sia stato effettuato nessuno studio di fattibilità sul traffico”. Non serve, infatti, essere dell’ANAS per immaginare che, con l’apertura della nuova tratta metropolitana, il traffico veicolare sulla Casilina non potrà che aumentare esponenzialmente

Che fare, dunque, se nessuno si preoccupa di affrontare l’urgente questione e adottare funzionali provvedimenti? Come può un cambiamento, assolutamente radicale per la quotidiana vivibilità nella città di Roma, apportare reali benefici a studenti, lavoratori e a tutti coloro che, ogni giorno, si spostano con i mezzi pubblici se tale innovazione, sin dal principio, versa in pessime (o inesistenti) condizioni di sicurezza? Come risponderà Ignazio Marino di fronte all’esigenza, da parte dei suoi cittadini, di maggiore tutela nella sicurezza quotidiana. Non possiamo che attendere sviluppi. Disincantati e, ahinoi, senza grosse aspettative, attendiamo.

TWITTER@Chiara_Carna

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Chiara Carnà

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