E fu nuova luce (a led) per la Cappella Sistina

Era il 31 ottobre del 1512 quando venne svelato al mondo per la prima volta uno dei più grandi capolavori dell’arte cristiana di tutti i tempi, quella Cappella Sistina che porta, tra le tante, anche la firma di Michelangelo Buonarroti. Colui che l’aveva fortemente voluta, papa Sisto IV della Rovere, probabilmente non poteva immaginare che nei secoli a venire 5 milioni di visitatori all’anno, con picchi di 20 mila al giorno, si sarebbero messi in fila per osservare in religioso silenzio questo straordinario prodigio artistico, ne tantomeno che le finestre, sin dal 1980, sarebbero state oscurate poiché la direzione dei Musei Vaticani voleva evitare che la luce naturale rovinasse quegli splendidi affreschi. Da quel momento ad illuminare i capolavori del Rinascimento sono state soltanto delle lampade a bassa intensità, che tuttavia non hanno permesso di ammirare in maniera soddisfacente la perfezione delle opere.
La situazione però cambierà presto, e più precisamente il 16 ottobre, quando, a 500 anni dalla sua realizzazione, si potrà ammirare il capolavoro con una precisione finora mai raggiunta grazie a 7000 luci al Led. La nuova installazione, pensata per rispettare le opere, consente un livello d’illuminazione omogeneo e di elevata qualità, assicurando anche un notevole risparmio energetico: il 60 per cento in meno di consumo rispetto alla soluzione attuale. La scelta delle tonalità dei Led, e quindi lo spettro dei colori, è stato adattato ai pigmenti dei dipinti degli affreschi di Michelangelo e degli artisti della seconda metà del ‘400, seguendo il rigore scientifico richiesto da un capolavoro di questa portata. Il preciso orientamento della luce permette, inoltre, di illuminare le pareti e la volta della Cappella in modo omogeneo, senza abbagliare il visitatore. Gli apparecchi d’illuminazione saranno installati in modo non visibile, in modo da ricreare un effetto naturale della luce: il fascio luminoso sembrerà provenire direttamente dalle finestre.
Elizabeth Lev, storico dell’arte, dice a proposito: “C’è sempre stato un sistema di illuminazione nella cappella, naturalmente, ma è diventato un ostacolo per comprendere le sfumature dei colori di Michelangelo. Questo nuovo sistema illumina tutto, individuando i fili d’oro nei dipinti, riscaldando le sibille luminosi e i profeti della volta di Michelangelo, e portando gli elementi una volta nascosti dall’ombra allo scoperto. L’effetto più evidente è la valorizzazione dell’alone di luce attorno a Gesù nel Giudizio Universale. La maggior parte dei visitatori non sa che per anni abbiamo visto queste opere in una luce molto soffusa”.
Il prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani spiega: “Il rispetto dell’opera d’arte è sicuramente un aspetto di primaria importanza per un contesto come quello della Cappella Sistina e dei Musei Vaticani; la luce deve essere omogenea e deve essere in grado di valorizzare il capolavoro in modo discreto ed efficace, rispettando anche la natura sacra di questo luogo”. Il progetto è stato affidato ad OSRAM, un’azienda leader nella produzione di prodotti per l’illuminazione. Il suo nome è LED4Art, ed è promosso dal programma europeo di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ambito del programma quadro per la competitività e l’innovazione (PSP-CIP). L’obiettivo del programma è dimostrare le nuove possibilità offerte dalla tecnologia a LED in termini di efficienza energetica e di migliore qualità della luce. Oltre a OSRAM, in veste di coordinatore del progetto, sono coinvolti in qualità di partner anche l’Università della Pannonia in Ungheria, l’Institut de Recerca en Energia de Catalunya in Spagna e lo studio di progettazione Fabertechnica in Italia.
Nonostante le rassicurazioni sono in molti a preoccuparsi che queste 7000 lampadine possano deteriorare i dipinti, ma l’azienda assicura che “la nuova soluzione a LED è decisamente più delicata rispetto a tutti i sistemi di illuminazione artificiale alternativi”. Dunque, in contemporanea con il 450esimo anniversario della morte di Michelangelo, la Cappella Sistina accoglierà i suoi visitatori con una luce quasi solare, ed il Giudizio Universale e le pennellate del genio fiorentino sembreranno quasi emanare una luce propria, enfatizzando gli ori, accendendo i colori, rischiarando le tinte. Uno spettacolo decisamente da non perdere, anche perché, ricalcando le parole di Goethe, “senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere”.

Twitter: @Claudia78P

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.

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