Figli legittimi e illegittimi dell’estate romana

Sono già molti i sold out registrati, che però non entusiasmano i cittadini (o almeno non quanto l’amministrazione capitolina): è il caso dell’Orchestra di Piazza Vittorio che inaugura la stagione estiva del Teatro dell’Opera portando in scena alle Terme di Caracalla una Carmen rivisitata in chiave gitana. S’immagina lo stesso per i concerti di Luglio Suona Bene e l’Orchestra della Notte della Taranta che si esibisce nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con il maestro Giovanni Sollima.

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“Non ci resta che piangere. I festival di Roma”, diceva uno striscione durante la protesta del 17 giugno con attori, registi, musicisti e maestranze dello spettacolo in piazza del Campidoglio. Tante idee ma pochi fondi nonostante (sembri che) il Sindaco Ignazio Marino abbia aumentato i fondi destinati ai due bandi dell’Estate Romana, in particolare quello per le manifestazioni storiche. “L’amministrazione capitolina ha dato il colpo di grazia alle residue speranze di avere una politica culturale organica e coerente per la nostra città”, l’Estate Romana è stata definita in affosso, dimenticando che è uno dei motori dell’economia della Capitale. Al festival di Cannes romano, il cinema di Piazza Vittorio che porta sul grande schermo i film di Cannes, Locarno e Venezia, sono stati ceduti 44 mila euro, il minimo indispensabile per la sorveglianza dichiara l’organizzazione.

Proseguono, comunque, le attività di centri culturali, musei, spazi espositivi e biblioteche di Roma Capitale come gli incontri organizzati nei centri culturali Gabriella Ferri e Aldo Fabrizi. Il cinema si divide tra le tradizionali Arena e Isola che ospitano attori, produttori, registi… Così come il teatro che ha sede all’interno dell’Agorà. Porte aperte per il Gay Village al parco del Ninfeo con musica, spettacoli ed eventi culturali. E non potevano mancare le riflessioni sull’omofobia, trattata durante la presentazione del libro di Margaret Mazzantini Splendore e il reading Omofobia Zero con la partecipazione di Carlo Giuseppe Gabardini. Sicuramente in questo caso i fondi saranno ricomparsi come per miracolo, in vista dell’atteso “chiacchiericchio” che come ogni anno fa da scia al Gay Village. Che tra l’altro ha davvero bisogno di un “villaggio” per esprimersi?

 

 

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Silvia Vetere

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