Eccellenze e start up: idee made in Rome

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Si racconta che nel 500, Michelangelo Buanarroti, dopo aver scolpito la statua del Mosè, restò parecchio tempo in silenzio a guardarla e dopo cominciò ad urlargli contro ” Perchè non parli?”. Soddisfatto della propria opera, l’artista scolpiva volti e corpi quanto più simili a quelli reali. Dopo aver terminato il lavoro, stentava a credere che fossero solo statue di marmo.

Nicolò Bardi, non è uno sculture, è uno studente Luiss classe 1994, che in appena 6 mesi ha scolpito con determinazione il proprio blocco non di marmo ma di idee e progetti, di osservazioni e sogni ed alla fine è venuto fuori Tutored, la start up che ha monopolizzato il mondo delle ripetizioni universitarie e che sta sbarcando anche in versione per liceali offrendo un supporto per la maturità. Nicolò ha partecipato all’Innovation Lab dell’Università LUISS, uno dei primi incubatori italiani di startup che offre formazione pratica e sperimentale nel campo dell’imprenditoria web, proprio qui ha conosciuto Martina Mattone e Gabriele Giugliano con i quali pian piano ha sviluppato un portale che permettesse agli studenti universitari di mettersi in contatto con altri studenti  chiamati “tutor”, i quali offrono un servizio di ripetizione e preparazione di esami da loro già sostenuti.

Racconta Nicolò che era il 19 novembre 2014 “circa a mezzogiorno ed abbiamo premuto il tasto invio dal nostro computer, il sito è andato online ed è stata un’emozione fortissima, una gioia immensa guardare gli utenti iscriversi” così è nato il sogno Tutored che ha incontrato non poche difficoltà a partire ” il nostro Advisor  non ci credeva, quando abbiamo presentato il nostro progetto ci è stato detto che non avrebbe funzionato” ma i tre giovanissimi soci non si sono lasciati scoraggiare, hanno creato un gruppo facebook sullo stesso modello del sito che avrebbero voluto realizzare ed in poco tempo hanno fatturato i primi 200 euro, dimostrando a tutti che si stavano sbagliando.  Sei mesi dopo il lancio hanno chiuso il secondo round del loro progetto con degli investimenti di 400mila euro da aziende leader nel settore, 60 mila euro investiti dall’Università Luiss, oltre 26mila utenti registrati, una crescita costante di almeno 100 iscritti giornalieri ad un portale la cui stima arriva a 1,8 milioni di euro.

Da sinistra: Nicolò, Martina e Gabriele ideatori di Tutored

Da sinistra: Gabriele, Martina e Nicolò ideatori e fondatori di Tutored

Numeri da capogiro quelli di Nicolò, Martina e Gabriele che hanno esteso la loro rete anche in altre 15 città italiane, puntando anche all’Europa, in anteprima Nicolò ci confida che in settembre Tutored sbarcherà in Germania, mentre il loro progetto viene inserito da Startup Italia nella top 10 delle startup innovative italiane ed ha già migliorato la qualità del percorso accademico di migliaia di studenti. “Vivere in una realtà come Roma è stato fondamentale” spiega Nicolò quando gli chiediamo dove è nata l’idea “ho studiato 6 mesi in Irlanda in una città di 5mila abitanti, quando sono tornato a Roma, ho capito che avrei potuto fare tutto, mi sono accorto di quanto fossi fortunato a vivere in una capitale che ha tanto da offrire” e proprio qui a Roma che “vanno colte le occasioni che la vita ci offre e molte volte non ce ne rendiamo conto. In questa città sono nate cose che hanno cambiato il corso della storia, il diritto, l’arte, la politica, abbiamo tanto da imparare qui ed è grazie a Roma che oggi stiamo facendo dei nostri sogni una realtà che genera innovazione e progresso”. Un dato di fatto è che i tre giovanissimi inventori di Tutored hanno poco più di vent’anni ed è incredibile come il mondo startup stia dando una scossa fortissima al mercato che solo qualche anno fa era definito saturo,” c’è sempre spazio per chi ha voglia di fare ” è il consiglio di Nicolò, Gabriele e Martina ” occorre buttarsi, basta vivere nelle cosiddette confort zone” ritagli di mondo in cui tutto è tranquillo e sereno, bisogna stare pronti e quando l’idea arriva “non c’è un minuto da perdere se si vuole davvero diventare qualcuno”

Cavalcando l’onda del mondo startup, Tikidoo è il portale made in Rome che permette a cittadini e turisti di coltivare le proprie passioni e occupare il tempo libero, attraverso una vastissima selezione di corsi ed eventi a cui partecipare. Livio La Mattina, co-founder di Tikidoo ci racconta che l’idea è nata “come un market place di biglietti ” che aiutava i clienti nel comprare e vendere ticket per eventi, dopo circa un anno “abbiamo cominciato a guardarci intorno, una realtà come Roma ha migliaia di attività da offrire così abbiamo preso in considerazione le nostre passioni, ciò di cui amiamo occuparci nel tempo libero” cucina, sport, cinema, eventi, tutto quello che un qualsiasi cittadino o turista vorrebbe fare ma non sa dove e come, può trovarlo visitando il portale Tikidoo. Un nome curioso, che come ci spiega Livio non ha significato particolare, è un nome che rimanda giocosamente alla creatività e che trae ispirazione dai Tiki, statuette intagliate dal legno, famose alle Hawaii e nella cultura Maori. La start up, dal lancio ad ora ha ottenuto risultati sorprendenti, da Roma la rete si è estesa fino ad includere centinaia di attività in 10 città italiane, 1000 utenti online giornalieri, i cui numeri si impennano con il sopraggiungere della stagione estiva, senza contare che i nuovi investimenti che permetteranno al team di migliorare il portale, creando anche una versione in lingua per supportare le scelte dei turisti stranieri.

Interfaccia del portale Tikidoo

Interfaccia del portale Tikidoo

Proprio parlando di supporto al cliente, Livio ci confessa che il segreto del team Tikidoo è proprio questo, supportare il cliente in tutto e per tutto, creando anche un servizio di assistenza telefonica, che non solo permetterebbe agli utenti di ricevere consigli e assistenza ma che migliorerebbe di gran lunga la qualità delle scelte di cittadini e turisti, comprendendo a pieno i loro interessi. Prendendo in esame anche solo la città di Roma, è inimmaginabile quantificare quante attività si possono svolgere, dalle visite di musei e monumenti ai corsi di cucina e make up, “siamo stati scrupolosi nell’osservare ciò in cui eravamo immersi, la realtà che quotidianamente vivevamo e di cui ci siamo occupati solo occasionalmente”. Perché non fare quindi del tempo libero un vero e proprio impiego? Livio ed il suo team stanno lavorando costantemente per portare Tikidoo al massimo delle sue prestazioni, a breve infatti una nuova versione del portale, una passata di vernice colorata per allietare tutti gli utenti anche solo nel cercare il proprio divertimento. E’ significativa la riflessione che giunge spontanea dopo l’analisi della startup: innovazione basata sulla pubblicizzazione e sfruttamento delle risorse e attrazioni che ciascuna città possiede. “L’Italia è meravigliosa” aggiunge Livio quando gli viene chiesto se ha un consiglio da offrire a tutti i giovani che intendono lanciarsi nel mondo delle startup, siamo circondati “da meraviglia che non valorizziamo abbastanza e tutte le città sono colme di servizi ed attività che la maggior parte delle volte neanche i cittadini stessi conoscono, noi abbiamo scommesso su questo e su questo continueremo a lavorare per migliorare le giornate di tutti gli utenti”.

Era al mare Alberto Zapponini, assieme ad alcuni amici, si faceva conversazione ma ciascuno di loro sentiva di non aver detto tutto. Tutti avevano già un impiego, delle proprie competenze e un’idea in testa. Nasce così la Young Board una startup innovativa che punta sul supporto e consulenza di progetti e idee. Ci spiega Alberto, co-founder di YB come si occupino di selezionare idee e progetti che rispondano a due requisiti fondamentali: made in Italy e biodegradabilità, una volta superata la selezione, si sviluppa una sinergia tra team e cliente e comincia così il vero e proprio percorso di YoungBoard attraverso “un’analisi delle esigenze di chi ci propone idee, proviamo a supportarli e metterli in contatto con aziende che sposino e condividano i loro progetti”. L’idea della startup è quindi nata mettendo insieme le proprie competenze e sopratutto la propria rete di contatti, che permesso alla Young Board di mettere sul mercato 100mila prodotti in un solo anno di attività, ogni prodotto ha un tasso di innovazione elevato oltre che essere assolutamente 100% made in Italy e 100% biodegradabile e compostabile. Il progetto partito da Roma, ha rapidamente conquistato l’Italia fino ad arrivare a Miami, Dubai e Shangai, e oggi la rete di contatti spazia in Europa e nel mondo passando dalla green economy all’innovazione italiana, portando a casa risultati più che soddisfacenti.

youngboard

Alberto ci racconta delle idee che stanno supportando e ci rivela in esclusiva l’uscita di un prodotto, di cui non può svelare nulla che però è ” qualcosa di uso comune che porteremo anche a New York”. Il made in Italy nel mondo è il primo comandamento della bibbia di Young Builder che punta sempre sull’innovazione carica di una base culturale solida ed in una tradizione ben radicata, partendo proprio da città come Roma ” che offre a tutti, sopratutto ai giovani, la possibilità di far nascere idee che spazino di settore in settore, i romani non se ne rendono conto ma noi abbiamo avuto la fortuna di guardare per un attimo la città fuori dal raccordo” tante esperienze all’estero hanno contribuito a concepire Roma come “una capitale cosmopolita” che non ha nulla da invidiare a New York. Il segreto di Alberto e del team YB è proprio questo: contaminarsi, sporcarsi con tante nuove idee, nuove culture e tradizioni attraverso le esperienze fuori dall’Italia per poi “tornare a casa e prendere coscienza della forza dei nostri prodotti e delle nostre tradizioni” che se innovate e rinnovate ” portano sicuramente dritte verso la vittoria”

Casi come questi, di giovani italiani che in un certo qual modo, rappresentano l’eccellenza del nostro paese, sono esempio da seguire per tutti coloro che affollano le vie della nostra Capitale con un’idea in tasca e la testa piena di sogni. Sono storie di ragazzi che hanno realizzato i propri progetti, che hanno trovato e generato lavoro, che non si sono mai lasciati scoraggiare da un parere negativo, in una vita che ormai sembra andare avanti solo se i feedback di chi ci circonda sono positivi. Michelangelo avrebbe consigliato di non lasciarsi intimorire dai fallimenti perché ” assai acquista chi perdendo, impara”.

Questi sono risultati di giovani che non ha mollato e che da Roma e grazie a Roma hanno mosso le prime pedine verso la partita più importante, quella col proprio futuro.

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Fabiola Florio

20 anni, studentessa ed esperta in comunicazione politica e spin doctoring. Originaria della Puglia, si trasferisce da San Severo ( la città con la festa patronale più pazza del mondo) a Roma dove studia Giornalismo presso la LUMSA e collabora con varie testate giornalistiche. Amante delle buone chiacchiere davanti ad uno spritz, ama circondarsi di amici anche se chi si fa davvero in quattro per lei resta la pizza. Nonostante le ipocondrie varie e la passione per il gioco, ci ha raccontato che il suo sogno "non è diventare una donna di successo ma una giornalista di valore". Ci abbiamo creduto, voi però potete fare finta.