Da Beirut a Tim, la rivalutazione delle Torri Ligini

Le chiamano con triste ironia Beirut in ricordo delle devastazioni della guerra civile libanese, perché le torri dell’Eur sono in stato di abbandono da anni e sono purtroppo diventate simbolo del degrado della città di Roma. Ora però finalmente un nuovo cantiere è pronto a partire e a dare nuova vita ai tre scheletri di cemento che affacciano sul laghetto dell’Eur.

I 65mila metri quadri, che una volta ospitavano gli uffici del Ministero delle Finanze, saranno così recuperati per accogliere il quartier generale di Telecom. La ristrutturazione delle Torri Ligini è stata vinta dallo studio Uno-A di Milano, uno dei sei gruppi che hanno partecipato alla gara bandita per soli studi di progettazione italiani e con precisi vincoli: il responsabile del progetto doveva essere under 40 e il progetto doveva essere attento ai fattori bio. Il vincitore dovrà avviare i lavori entro la fine dell’anno.

“Questo è un gran bel risultato”- ha detto il sindaco Ignazio Marino– “Due anni fa le torri, abbandonate e scarnificate, venivano chiamate Beirut. Ora, grazie a Telecom e al lavoro del Campidoglio, parte il progetto di recupero. E va rimarcato il fatto che il committente ha deciso di rivolgersi ad architetti under 40, stimolando e premiando una generazione nuova che dovrà cambiare il volto di questa città”. E l’assessore alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo ha assicurato che: “L’obiettivo è quello di aprire i cantieri entro l’anno”.

Il disegno dello studio di architettura Uno-A ha un valore di circa 100 milioni di euro ed è previsto sia completato entro la fine del 2016. Progettate da Cesare Ligini, le Torri facevano parte di quell’operazione di ridisegno dell’Eur che si era compiuta in occasione delle Olimpiadi degli anni ’60. Il recupero delle torri potrebbe essere quindi il primo passo per il rilancio del quartiere Eur.

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Giulia Lucchini