Chi non terrorizza, si ammala di terrore

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Sono ancora caldi i corpi dei 129 morti e scossi gli oltre 300 feriti dell’attentato terroristico a Parigi, avvenuto per mano di un commando di terroristi ISIS appartenenti all’autoproclamato Stato Islamico. Neanche il tempo di scrollarsi di dosso quel senso di inadeguatezza che ecco puntuale la rivendicazione della strage, e il conseguente annuncio da parte dei terroristi che Roma sarà il prossimo obiettivo. È scattata quindi l’emergenza sicurezza, che ha permesso al Ministro dell’Interno Angelino Alfano di innalzare il livello di allerta al suo picco massimo. Ventiquattromila gli uomini che da qualche giorno stanno presidiando 24 ore su 24 la Capitale, tutti appartenenti alle forze armate, cui si aggiungeranno nei prossimi giorni 1226 militari già in dotazione alla città per Strade Sicure che verranno riposizionati nelle aree più a rischio.

Uomini operativi ed efficienti come ha sottolineato D. una giovanissima studentessa pugliese fuori sede, che è stata fermata mentre si recava all’Università, per quello che doveva essere un normale controllo di routine. “Mi hanno chiesto di aprirgli la borsa e di mostrargli cosa c’era dentro. Quando hanno visto che non avevo nulla di sospetto mi hanno poi intimato di non aggirarmi per le strade con la sciarpa sul naso perchè in questo periodo potrebbe insospettire” – la ragazza ha infatti aggiunto che per proteggersi dal vento si era coperta con una sciarpa di colore nero che aveva alzato fin sopra le labbra e che probabilmente proprio per questo aveva attirato l’attenzione dei Carabinieri che l’hanno perquisita. Un controllo quindi che non lascia spazio alle distinzioni tra italiani e stranieri, generalizzando per difetto nel legittimare un sospetto, un qualsiasi sospetto, anche di quelli irrilevanti agli occhi dei civili ma che se trascurati potrebbero risultare fatali.

E se quindi una sciarpa nera insospettisce, è ormai certo che il livello di psicosi per attentati è certamente elevato, lo dimostra la statistica secondo cui oltre il 46% degli italiani teme che possano accadere anche nel nostro Paese, generando caos ed inutili allarmismi. Come è infatti accaduto all’Università La Sapienza di Roma dove per una busta di plastica sospetta si è temporaneamente evacuato l’Ateneo o come ad Agrigento dove quattro borse abbandonate in piazza Stazione hanno richiesto l’intervento immediato degli artificieri di Palermo, l’evacuazione dell’intera zona e deviazioni del traffico per chilometri.

Ma proprio mentre stiamo descrivendo la situazione di emergenza che si respira tra le mura aureliane, ecco pubblicato in rete un nuovo video il cui titolo è “Messaggio al popolo della croce” dove dopo aver mostrato le immagini del Colosseo di Roma e del Big Ben di Londra, gli jihadisti hanno poi aggiunto “ci hanno dichiarato guerra, il loro sangue non verrà risparmiato“. Non è però la prima volta che l’Isis minaccia l’Italia e la sua Capitale; già a luglio vi avevamo proposto la spiegazione del Muslim Gangs ovvero il Manuale Isis per conquistare Roma  Sono però 140 gli obiettivi sensibili, tra cui vi è addirittura il fiume Tevere dove nelle prossime ore arriverà il reparto di Assalto Anfibio dell’esercito dei Lagunari di Venezia per presidiare tutti gli spazi fluviali in vista del Giubileo che Roma si appresta ad ospitare.

Rimanendo in tema Giubileo è utile sottolineare che si stanno adottando delle misure di sicurezza molto elevate tra cui l’introduzione di un’isola pedonale lungo Via della Conciliazione, non solo di domenica ma addirittura per tutto l’Anno Santo, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, chiudendo anche le strade interne di Borgo Pio si procederebbe quindi ad una serratura estrema intorno a Città del Vaticano, il cui accesso sarà limitato solo ed esclusivamente ai residenti. Le differenza tra le operazioni di sicurezza tra la Capitale e Città del Vaticano sono sostanziali: in primis tutti i fedeli sono stati obbligati a passare sotto i metal detector prima dell’ingresso al Colonnato ed in tutte le aree d’ombra sono state installate 85 nuove telecamere ad alta definizione, dotate di un software speciale in grado di segnalare agli operatori nelle sale controllo, la presenza di borse o zaini, volti occultati o movimenti ripetuti.

Nonostante le integerrime misure di sicurezza intraprese dal Ministero dell’Interno, non tutti però si sentono al sicuro, come sta accadendo per alcuni turisti stranieri che dopo gli attacchi della scorsa settimana nel cuore di Parigi, hanno pensato di guardarsi bene dal partecipare alla cerimonia di apertura del Giubileo, cancellando le prenotazioni in diversi hotel e b&b della Capitale. Ci ha raccontato Maria Grazia, proprietaria di due strutture b&b in zona Vaticano che “da sabato la situazione è precipitata, avevo il tutto esaurito ormai da prima dell’estate, ma dopo quello che è successo in Francia nel week end molti hanno disdetto le proprie stanze, nonostante alcune fossero già state pagate con largo anticipo. Il terrorismo mette ansia ai turisti e noi ne stiamo risentendo più di tutti”

La psicosi attentati quindi prosegue, tra i caffè e le stazioni metro e dilaga di città in città fino ad arrivare nelle case degli italiani dietro tutte quelle strazianti immagini del teatro Bataclan di Parigi, dietro le minacce degli jihadisti, dentro i tweet dei complottisti e nei messaggi dei politici. Un clima di terrore che si respira ovunque ma che non ha odore, perché la paura non disgusta e non profuma, ti paralizza tutti i sensi e non ti lascia mai.

La paura è un duello ad armi impari, perché se non terrorizzi, è proprio lì, che ti ammali di terrore.

jihad

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Fabiola Florio

20 anni, studentessa ed esperta in comunicazione politica e spin doctoring. Originaria della Puglia, si trasferisce da San Severo ( la città con la festa patronale più pazza del mondo) a Roma dove studia Giornalismo presso la LUMSA e collabora con varie testate giornalistiche. Amante delle buone chiacchiere davanti ad uno spritz, ama circondarsi di amici anche se chi si fa davvero in quattro per lei resta la pizza. Nonostante le ipocondrie varie e la passione per il gioco, ci ha raccontato che il suo sogno "non è diventare una donna di successo ma una giornalista di valore". Ci abbiamo creduto, voi però potete fare finta.