Caccia al killer dei cani

“Attenzione ai padroni dei cani, polpette avvelenate”. Ovunque a Villa Pamphili sono appesi questi volantini che mettono in guardia i proprietari dei quattrozampe da possibili avvelenamenti. Sono stati accertati infatti a Roma circa dieci decessi di cani, morti dopo aver ingerito polpette alla stricnina, bocconcini pieni di chiodi arrugginiti o piccole delizie al veleno per topi. L’ultimo caso è quello di Bò, un giovane meticcio che ha ingerito il veleno, proprio intorno alla storica villa.

Per capirne di più su questa triste vicenda che in questi giorni inquieta non solo il quartiere di Monteverde, ma tutta la Capitale, abbiamo intervistato il comandante provinciale di Roma del Corpo Forestale dello Stato, Carlo Costantini.

Come si sta muovendo la Forestale rispetto a quest’emergenza?

Abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sul comprensorio di Villa Pamphili dove c’è un caso certo di avvelenamento di un cane. Abbiamo fatto affidamento su un nucleo di cani specializzati che si trovano nel Parco Nazionale del Gran Sasso- Monti della Laga. Animali specializzati, tra i pochi in Italia in grado di fare queste ricerche. (Sono un border collie di nome Datcha e due pastori belga Malinois, Dingo e Maia) L’attività delle operazioni di bonifica è stata svolta dal NIRDA (Nucleo investigativo per i reati ai danni dell’animale), dal comando provinciale di Roma e dalle unità del nucleo cinofilo antiveleni della Forestale e del Parco Nazionale del Gran Sasso.

Come si può evitare questo problema purtroppo così frequente?

La prima cosa da fare è circoscrivere il fenomeno e individuare dove è stato effettuato l’avvelenamento. Questo lo si può fare attraverso l’utilizzo di questi cani specializzati. Poi bisogna battere il territorio per escludere la presenza di esche avvelenate o viceversa trovarle.

Ma quali potrebbero essere i motivi per cui una persona decide di diffondere polpette avvelenate?

Le motivazioni possono essere le più disparate dai contrasti tra i condomini a qualcuno che si innervosisce perché camminando per strada trova i marciapiedi pieni di bisogni dei cani. Il fenomeno purtroppo è diventato sempre più evidente nelle ultime settimane. Il Corpo Forestale dello Stato si occupa del controllo del territorio in genere per tutti i reati: dallo smaltimento illecito dei rifiuti, alla gestione del verde, anche in ambito urbano, fino alla protezione degli animali.

E c’è un modo per prevenire questo fenomeno?

E’ chiaro che è importante che i proprietari dei cani rispettino le norme di regolamento comunale sulla tutela degli animali. Come portarli al guinzaglio o nelle aree a loro dedicate. Anche se, per esempio, a Villa Pamphili non ci sono aree delimitate per cani.

Il killer intanto sta facendo strage di animali e potrebbe mettere in pericolo anche i bambini che giocano nei parchi. Proprio per questo i cittadini stanno lanciando l’allarme anche sui vari social network per avvisare più persone possibili. La Capitale diventa così sempre più inadatta ai nostri piccoli amici da compagnia, che già sono costretti a vivere tra quattro mura domestiche e a passeggiare tra il traffico e lo smog. E ora non sono neanche più liberi di scorrazzare per il parco senza guinzaglio, perché in mezzo all’erba o dietro un albero potrebbe esserci nascosta una polpetta avvelenata. Poveri noi, ma soprattutto poveri amici a quattro zampe.

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Giulia Lucchini