Alta tensione a Battistini. Presidio anti rom, sfilata antifascista e cariche della polizia

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Non si spengono i riflettori su Primavalle. La tensione rimane alta e a una settimana esatta dall’incidente avvenuto in via Mattia Battistini, per cui sono stati arrestati tre ragazzi, di cui due minorenni (si cerca in realtà una quarta possibile persona, nonostante la ferma smentita dell’avvocato del 17enne alla guida del mezzo, in carcere a Casal del Marmo) e in cui ha perso la vita Corazon Abordo, una donna filippina di 44 anni, due manifestazioni hanno sfilato nei pressi del luogo dell’incidente. La prima organizzata dagli attivisti di estrema destra di Casapound, un presidio di un centinaio di persone, la seconda di risposta guidata dai centri sociali e dagli antifascisti per denunciare e contestare la strumentalizzazione politica da parte proprio dell’organizzazione di via Napoleone III e di altri gruppi di destra: “La campagna elettorale è finita. Qui non sono i benvenuti”.

Il presidio di Casapound schierato davanti l’ingresso della stazione metropolitana, dietro uno striscione “alcuni italiani non si arrendono”, più in là verso via di Boccea il corteo dei ragazzi dei gruppi antifascisti fermato dalla polizia all’incrocio fra via Battistini e via De Luca. Anche loro preceduti da uno striscione che recita “solidarietà per Corazon e per tutti gli immigrati”. Il presidio era stato indetto e annunciato in mattinata con un comunicato: “CasaPound, seguendo l’esempio del suo capo Salvini, intende continuare a speculare sulla morte di una di quelle migranti che vorrebbero cacciare dal paese. La comunità filippina ha già dimostrato una dignità inarrivabile per questi avvoltoi fascisti del terzo millennio. Noi, ricordando a Salvini e a Casa Pound che la campagna elettorale è finita, abbiamo intenzione di impedire che quel presidio compia l’ennesimo scempio della memoria di Cory”.

Le forze dell’ordine in assetto anti sommossa, dopo essersi schierati nel mezzo per evitare il contatto fra le due manifestazioni, hanno intimato con un megafono al corteo dei centri sociali di disperdersi. Poco dopo è volato qualche spintone e c’è stata una carica di alleggerimento della Polizia.

Sciolto il presidio di Casapound il corteo degli antifascisti  e anti-razzisti, a cui partecipavano molti immigrati e richiedenti asilo, è proseguito su via Mattia Battistini fino ad un ex complesso del Ministero della Difesa adesso occupato da un gruppo di circa trecento migranti.

Verso le 20 la situazione è tornata alla normalità ed è ripresa la viabilità nel quartiere senza non poche difficoltà. Alcuni esercizi commerciali hanno chiuso i battenti per paura che la situazione degenerasse.

Intanto su twitter il vice sindaco di Roma Luigi Nieri ha mostrato le sue perplessità, con un tweet sarcastico, per l’accaduto e soprattutto per il differente approccio della questura nel concedere l’autorizzazione ai due diversi cortei: “Sarò strano io, ma non capisco come si possa autorizzare una manifestazione razzista a Casapound e vietare un presidio antirazzista”

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Francesco Amoroso