Sola-mente l’anima al Teatro Petrolini

SOLA-MENTE L’ANIMA di DIANA IACONETTI e SAVERIO CONTE
con DIANA IACONETTI
Regia: STEFANO SANTINI
Dal 23 al 26 gennaio alle ore 21.00
Teatro Petrolini – Via Rubattino 5, 00153 Roma
Intero: 13 euro + 2 di tessera associativa
Ridotto: 10 euro + 2 di tessera associativa
Parcheggio: ROMA PARKING Testaccio – Via Galvani, 57 – 00153 Roma.
https://www.facebook.com/events/742710655754191/

«Un baule ritrovato in soffitta.. è l’occasione per parlare di storie e di vita che non hanno saputo comunicare. Non si cercano verità né torti o ragioni, ma solo capire che comunicare è fondamentale per cambiare. L’assenza di comunicazione uccide.. ci uccide! Un incontro “impossibile” che restituisce speranza. La malattia uccide… ma i silenzi distruggono! Afferra le gelide sbarre.. e preparati per il solito viaggio.»

La SLA ti lascia SOLAMENTE L’ANIMA mentre segue il suo lento disegno misterioso. Sei prigioniero del proprio corpo, spesso cullato dai sospiri di un respiratore dentro una gabbia nemmeno dorata. Lentamente ti separa da tutto e tutti, ti spoglia con pazienza, prima di ucciderti vuole privarti della tua umanità, desidera svuotarti lasciando solo lei, unica attrice in un teatro vuoto.
La lotta contro la SLA deve essere senza quartiere, senza esitazioni. Per superare il lungo elenco di difficoltà… va rimossa la parola Impossibile. Nel suo implacabile tormento la SLA ci ricorda che l’uomo necessita di bisogni inviolabili, che nessuno può e deve cancellare. La difesa della vita, della sua dignità, non è terreno di propaganda politica, ma un luogo in cui la persona è titolare di diritti dovuti, come quello della Salute. La sacralità della vita è il terreno quotidiano dello Stato laico, rispettoso prima di tutto della volontà dell’individuo. La sacralità della vita sulla bocca di certi politici suona come agghiacciante ipocrisia davanti ai malati abbandonati e alle famiglie lasciate da sole ad assistere una malattia così terribile. La volontà del vivente è inalienabile e non soggetta alla supremazia di nessuno. Oggi i malati di SLA sono tutti appesi ad un filo, in attesa di adeguate cure mediche ed assistenza sanitaria… insufficiente. Nonostante le denunce, lo Stato li ignora, li rifiuta. Siamo stufi di sentirci dire che non ci sono soldi. Sono necessari i fondi in modo da rendere possibile un’adeguata assistenza in sostegno delle famiglie, permettendo ai malati di scegliere. Più Dignità, meno Carità.

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Redazione Parolibero

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