Provincia di Bolzano. Lotta fra fratelli per il gioco problematico

Il Comune di Bressanone contro la Provincia di Bolzano. Lotta fra fratelli per la concessione di una licenza di polizia per l’esercizio dell’attività di raccolta di giocate tramite Vlt anche sul casino online con mescita di bevande alcoliche e superalcoliche come attività accessoria in una sala dedicata: questo in violazione della legge provinciale sul Gap. Oltre tutto, secondo il Comune di Bressanone, il punto di raccolta di gioco d’azzardo è situato nel raggio di 300 metri da diversi luoghi considerati i sensibili: tre scuole materne, due scuole elementari, una biblioteca pubblica, due strutture socio assistenziali, una zona sportiva e quattro parchi.

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Comune emettendo una sentenza nella quale si fa riferimento alle delibere della Giunta Provinciale che impone il divieto di rilasciare autorizzazioni per l’esercizio di sale giochi e di attrazione ed il divieto di mettere a disposizioni giochi leciti. Successivamente, dopo che il Tar del Lazio aveva disposto l’annullamento dell’autorizzazione poiché emessa in violazione alle norme per la tutela della legge provinciale sul gioco d’azzardo patologico, datosi che la locazione dell’esercizio risultava nel raggio dei 300 metri dai luoghi sensibili, la Provincia Autonoma di Bolzano chiedeva la restituzione dell’autorizzazione annullata. Con successiva nota, poi, indirizzata all’intestatario della detta autorizzazione precisava che anche in caso di restituzione del provvedimento annullato, rimaneva titolare dell’autorizzazione per l’esercizio di un punto di raccolta di gioco con apparecchi Vlt, rilasciata nel 2011 e poteva proseguire l’attività di sala dedicata sita in Bressanone sino alla sua definitiva scadenza in data 31.12.2016, come stabilito dalla disposizione transitoria all’ultima frase dell’articolo 5 bis della l.p.n.13/92.

Il Tribunale amministrativo laziale ricorda che in questa nuova sentenza in caso di trapasso di azienda, si ha l’emissione di una nuova licenza e non la nuova intestazione della precedente che, pertanto, perde la efficacia. Rileva, quindi, il Tar che la Provincia incorre in un errore nel ritenere che, a seguito dell’annullamento giurisdizionale dell’unica licenza per la raccolta del gioco risalente al 2013, sostitutiva della precedente del 2012 che sostituiva a sua volta quella del 2011, risulti efficace quest’ultima in quanto il concetto di voltura del provvedimento amministrativo originario è estraneo all’istituto delle autorizzazioni di polizia.

Che dire, quindi, le interpretazioni, a volte utilizzate anche per regolare il settore dei casino online italiani legali, impegnano a fondo i vari Tribunali e le varie Amministrazioni: da qui, inoltre, un altro parere-sentenza del Tar che aggiunge che la Provincia, nel richiedere la restituzione della licenza annullata, ha creato i presupposti per la chiusura dell’esercizio di raccolta di gioco, salvo a disporne poi la riapertura con il recupero della non vigente licenza nel 2011, in modo da rendere assolutamente incomprensibile la sua effettiva volontà. La Direttrice dell’Ufficio di Vigilanza non aveva quindi la competenza di disporre la reviviscenza della licenza datata 3.08.2011, ma avrebbe dovuto disporla il Presidente della Provincia di Bolzano: quindi, l’atto dovrà essere annullato per violazione di legge anche in relazione a tale ultimo vizio. Praticamente, il Tar del Lazio con queste considerazioni accerta che il ricorso del Comune di Bressanone sia fondato ed annulla la nota della Provincia di Bolzano per violazione ed elusione del giudicato di cui alla sentenza del 31.12.2014.

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Redazione