Hic sunt leones. Bruno Pontecorvo, uno scienziato in tempo di guerra

Mercoledì 9 aprile 2014, ore 21.00
Teatro San Girolamo (Lucca)
PRIMA NAZIONALE
HIC SUNT LEONES
Bruno Pontecorvo, scienziato al tempo della guerra
con Simone Faucci, Dario Focardi, Cristina Gardumi, Paolo Giommarelli
drammaturgia Dario Focardi
progetto luci e scene a cura di Mauro De Santis
regia Teatri della Resistenza

SPETTACOLO FINALISTA AL PREMIO DANTE CAPPELLETTI 2013

Produzione
Teatri della Resistenza
con il sostegno di Teatro del Giglio, EGO-VIRGO, INFN di Pisa, Pianeta Galileo 2013, Comune di Pisa.

Il progetto “Hic sunt leones” dei Teatri della Resistenza, iniziato nel 2013 in occasione del centenario della nascita dello scienziato Bruno Pontecorvo, è un tentativo di ripristino dell’antica unione tra cultura scientifica e cultura umanistica, con notevoli vantaggi per entrambe.
Il teatro è il luogo prescelto per scavalcare i confini. Il progetto che si è articolato dal 2013 in diverse letture ed incontri tematici arriva al Teatro del Giglio di Lucca con la prima nazionale di “Hic sunt leones. Bruno Pontecorvo, scienziato al tempo della guerra”.
Il titolo viene tratto dal racconto di Enrico Fermi che iniziava le sue lezioni disegnando sulla lavagna un atomo scrivendoci sotto “Hic sunt leones”, dicitura ritrovata su cartine antiche per segnalare l’Africa. Luoghi sconosciuti dove non si sapeva cosa si trovasse.
HIC SUNT LEONES è ciò che ancora non conosciamo e che non smettiamo mai di desiderare.
Quanto ci possiamo spingere per scoprire il mistero? Quanto possiamo tralasciare di etico? Quale scelta va fatta?
I Teatri della Resistenza hanno scelto di prendere la vita di un grande fisico italiano, Bruno Pontecorvo, pisano come la compagnia teatrale, mescolarla con la grande Storia, quella della II guerra mondiale e della guerra fredda, intrecciarla con le vite di colleghi ed amici, per ripercorrere un affresco nazionale con ancora tante incognite. Un affresco parlante che racconta la storia di una scelta che cambiò la storia della scienza e la sua relazione con le nostre vite, per sempre.
HIC SUNT LEONES è anche il racconto delle vicende dei “ragazzi di via Panisperna”, nomignolo con cui è universalmente noto il gruppo di grandissimi scienziati italiani, più specificatamente fisici, che ha fatto la storia della fisica nucleare.
Qui si rivive l’irripetibile intreccio di scoperte scientifiche, politica, ripercussioni etiche, sociali e storiche dell’operato della comunità scientifica, profondamente divisa sul percorso che portò alla costruzione delle prime bombe atomiche ed al loro successivo utilizzo come armi di distruzione di massa. Qui si incontra un Pontecorvo che, convinto e fervente comunista, nell’ immediato dopoguerra scelse di fuggire in URSS e far perdere le sue tracce, per continuare le proprie ricerche al servizio del paese socialista.

Mercoledì 9 aprile, ore 21.00
Teatro San Girolamo – via San Girolamo, Lucca – Tel. 0583.465320

Bruno Pontecorvo nasce a Pisa il 22 agosto del 1913 e muore a Dubna (Russia) il 24 settembre del 1993. Dopo aver fatto parte nel periodo 1933/1936 del gruppo di fisici passati alla storia come “I ragazzi di Via Panisperna”, che aveva alla guida Enrico Fermi, si traseferì a Parigi, dove lavorà con F. Joliot-Curie all’Istituto del radio, ottenendo notevoli risultati nel campo della fisica nucleare. Nel 1940, dopo l’invasione nazista della Francia, si trasferì negli USA dove mise a punto un metodo di carotaggio neutronico ancora usato nelle ricerche petrolifere. Quindi, nel 1943 chiamato da Augo Amaldi, che aveva fatto parte del gruppo romano guidato da Fermi, parteciò alla realizzazione del reattore nucleare di Chalk River. Poi, nel 1948, assunse una delle direzioni tecniche nei laboratori atomici inglesi di Harwell. Fermamente convinto della bontà delle idee socialiste sovietiche e sempre più isolato proprio per queste idee in Inghilterra, senza dirlo a nessuno, nell’agosto del 1950 scappa con la moglie aldilà della cortina di ferro. A Dubna, cittadella scientifica a circa 30 km da Mosca, dove fu nominato direttore di uno dei gruppi dell’Istituto nucleare. Dopo le ricerche in fisica dei neutroni, si dedicò allo studio di varie questioni concernenti la fisica delle particelle elementari, in partic. dei neutrini. Nel 1959 ipotizzò l’esistenza di due tipi di neutrini, suggerendo un metodo per evidenziarli sperimentalmente; ideò inoltre il metodo cloro-argon per la rilevazione dei neutrini e si occupò infine della massa dei neutrini. 3 nobel per la fisica sono stati assegnati grazie alle sue intuizioni ed ai suoi esperimenti ad altrettanti fisici occidentali. Morì a Dubna dopo aver contratto il morbo di Parkinson. Era il 1993.

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Redazione Parolibero

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