Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni

7 novembre – 10 novembre 2013 prima italiana
CE NE ANDIAMO PER NON DARVI ALTRE PREOCCUPAZIONI
un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con Daria Deflorian, Antonio Tagliarini, Monica Piseddu, Valentino Villa collaborazione al progetto, Monica Piseddu, Valentino Villa consulenza per le scene Marina Haas luci di Gianni Staropoli una produzione 369gradi
Una coproduzione Teatro di Roma | Romaeuropa Festival | Planet3 & dreamachine

venerdì 8 novembre, dopo lo spettacolo, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini incontrano il pubblico per il ciclo di incontri APPENA FATTO! in collaborazione con Rai Radio 3

Una indagine esistenziale della crisi, intima e politica, è quello che Daria Deflorian e Antonio Tagliarini propongono in prima italiana con Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni, dal 7 al 10 novembre al Teatro Palladium, uno spettacolo che ha come punto di partenza l’immagine tratta dalle pagine iniziali del romanzo del 2011 di Petros Markaris, L’esattore.
Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni ha a che fare con una questione personale e collettiva allo stesso tempo: l’instabilità politica, la precarietà economica, i mutamenti sociali. Una miscela dissacrante e intima, ironica e fragile, dove l’attore è chiamato a parlare di sé per trovare il personaggio, e sul palcoscenico nudo e privo di orpelli recita una parte per guardare a sé stesso e alla realtà. Nello spettacolo, dove a Daria Deflorian e AntonioTagliarini si aggiungono Monica Piseddu e Valentino Villa, la crisi italiana appare una metafora di quella greca che è narrata attraverso un fatto di cronaca inventato, vale a dire quei “suicidi della crisi” nati come provocatoria finzione nel romanzo di Markaris, ma che hanno trovato una inquietante eco nella realtà anche italiana. Siamo nel pieno della crisi economica greca quando vengono trovate le salme di quattro pensionate che si sono tolte volontariamente la vita con barbiturici e vodka, lasciando un messaggio folgorante nella sua semplicità: «(…)abbiamo capito che siamo di peso allo Stato, ai medici, ai farmacisti e a tutta la società – spiegano in un biglietto –. Quindi ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni. Risparmierete sulle nostre quattro pensioni e vivrete meglio». La decisione di andarsene delle quattro pensionate, in bilico tra la rinuncia esistenziale e l’atto politico, diventa un rifiuto della nostra “Società della stanchezza”, come l’ha definita il filosofo Byung–Chul Han assertiva e ottimista perché incapace di altro, e oramai dolcemente declinante verso l’impossibilità della dignità della vita.

«Non sappiamo e non sapremo niente di loro, abbiamo circoscritto il nostro immaginario tra il momento in cui prendono i sonniferi e quello in cui una ad una lasciano la vita nell’immacolato piccolo appartamento di periferia di una di loro. Per quanto tristemente vicina alla realtà si tratta di una finzione letteraria e non di un fatto di cronaca – continuano Deflorian e Tagliarini – E questo ci ha permesso di immaginarlo non solo come un terribile gesto di disperazione, ma come un atto di protesta. Un NO. Una protesta che viene dalla parte più mite e fragile di una società in crisi che non riesce più a garantire alla gente una sopravvivenza dignitosa. Ci interessa usare lo spazio di libertà della scena per scatenare la nostra collera, sanare l’eccesso di positività che ci circonda, i comportamenti rigidamente politicaly correct, la commozione facile, il sorriso stereotipato delle relazioni sociali, le ricette per vivere con serenità le ingiustizie che ci toccano».
Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni ha visto una prima fase di lavoro all’interno di Perdutamente, la factory di 18 compagnie romane voluta da Gabriele Lavia per il Teatro di Roma che si è svolto al Teatro India tra ottobre e dicembre 2012 e ha segnato l’inizio di una collaborazione artistica con Monica Piseddu e Valentino Villa.

INFO BIGLIETTERIA Fondazione Romaeuropa: tel. 06.4555.3050 – mail promozione@romaeuropa.net – www.romaeuropa.net Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 – fax 06.684000.360 – www.teatrodiroma.net
€20 intero I €18 ridotto Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.30 Durata: 75 minuti

 

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Redazione Parolibero

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