Angelo Debarre omaggia Django Reinhardt all’Auditorium PdM

Angelo Debarre

30/01/2016 Teatro Studio Borgna ore 21:00
Angelo Debarre & Miraldo Vidal 5tet
The Ghost of Django Reinhardt
“Valse pour mio cavo”

Angelo Debarre chitarre
Raangy Debarre chitarra
Miraldo Vidal chitarre
Paride Furzi contrabbasso
Alessandro Vece violino
Simone Magliozzi chitarra
guest
Gian Piero Lo Piccolo clarinetto

 

Il 30 gennaio 2016 Angelo Debarre e il Miraldo Vidal Quintet presentano “Valse pour mio cavo”, un sentito omaggio a a Django Reinhardt. Chitarrista leggendario, tzigano (di etnia Manouche) e considerato il massimo virtuoso europeo della prima metà del XX secolo, a partire dal 1930 Reinhardt infiammò da Parigi tutto il vecchio continente. Un evento straordinario in esclusiva all’Auditorium Parco della Musica. Angelo Debarre, considerato l’erede di Django Reinhardt, sarà accompagnato dal figlio Raangy, anch’egli virtuoso della chitarra, oltre che dal quintetto di Miraldo Vidal. Proveniente da una famiglia di gypsy di etnia Manouche, Angelo Debarre si ispira alla tradizione musicale di Django Reinhardt ed è un artista dotato di una straordinaria versatilità che si è imposto tra i chitarristi gipsy jazz più brillanti in circolazione. Miraldo Vidal proviene anche lui da una famiglia di origine gitana. Produttore e virtuoso delle sei corde, impegnato essenzialmente nel genere swing, negli ultimi anni ha organizzato e partecipato a numerosi eventi nazionali e internazionali che ruotano intorno alla musica Swing Manouche, della quale è profondamente innamorato.

 

30 gennaio Roma, Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio Borgna
ore 21,00
Biglietti: 20,00 euro
Riduzioni: giovani fino a 26 anni, over 65 anni, American Express, Carta Per Due, Interclub, ACI, Bibliocard, Carta Giovani, Arion Card, CTS e cral convenzionati

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».